mercoledì 16 aprile 2014

UN UOMO NUOVO

Ogni tanto la vita ci costringe ad una fermata, dono doloroso quando, inaspettata, ferma tempo e libertà di movimento.  Sul comodino, uno sull’altro, come la torre di costruzioni che il mio angioletto prova a fare nel suo lettino di ospedale, i miei libri. Il primo sul quale poggiano sempre gli altri è la Bibbia. Mi fanno compagnia sempre e da sempre, o almeno da quando ho imparato che le lettere sono capaci di creare e donare un elenco interminabile di bellezza. 

Di Bellezza ho necessità mai sazia.  “In ogni libro che ho letto c’era una frase , una lettera, un racconto che era stata scritta solo per me” e così ho iniziato ad appuntarle nella memoria di carta.

Mentre preparavo la borsa per questo viaggio nel bianco ho rubato veloce, dalla scatola semiaperta dell’ultimo ordine, centoventisette pagine rilegate di giallo ed intitolate  in” Alto a Sinistra” di Erri De Luca. Ero affascinata dalla combinazione di direzioni  che un po’ somigliano al mio modo di guardare l’orizzonte. 

Per questo ho cercato avidamente il motivo del titolo dal primo racconto. L’ho trovato nell’ultimo.

Era nascosto nel dialogo tra lo scrittore ed il padre che sta accompagnando nell’ultimo tragitto del suo lungo viaggio nella vita :

“-  Presto riavrai la tua libertà, avrai la libertà di tornare ai libri, l’unica cosa che ti lascio, l’unico posto dove l’esperienza che uno fa nel mondo trova le parole di accompagnamento.- Li aveva portati tutti da me quell'anno. Voleva bene ai suoi libri. Tutti . Gli piaceva la forma, l’ingegnoso sistema delle pagine sottili legate lungo la costola, capaci di contenere tanta materia narrata….- La morte è il Messia, ha scritto Isaac Singer. E’ proprio questo per me. In mancanza di fede l’aspetto con questa sola ansia: capire i libri. Ognuno capirà quelli che ha amato. Saprò quali avrei dovuto rileggere, quali ho mancato di conoscere. Mi aspetto dalla morte una biblioteca sterminata e anche la buona vista della gioventù … - Babbo ci vogliono troppi miracoli insieme per fare succedere quello che speri. Sei  esigente per essere un uomo senza fede. – Mi è bastata la fede degli altri. In alcune vite di quelle persone ho visto l’impronta digitale di Dio, così come resta nei libri sacri del loro credo. Sono un testimone secondario, non ho visto l’orso ma ho trovato le orme, un alveare saccheggiato, indizi insomma di un passaggio. -  I libri insegnano ai ricordi, li fanno camminare. Li ho letti per intero, non ne ho lasciato nessuno a mezzo, per quanto fosse deludente o presuntuoso l’ho seguito fino all’ultima linea. Perché è stato bello per me girare la pagina letta e portare lo sguardo in alto a sinistra, dove la storia continuava. Ho girato il foglio sempre alla svelta per proseguire da quel primo rigo, in alto a sinistra.

Uno solo di noi fu il primo, ma tutti potremo essere gli ultimi. Poi si arriva a questa sala di attesa, attaccati a un impianto a goccia nelle vene, e ci si aggiusta al rango di penultimi. Percio’ ti dico di amare di più il tuo tempo, perché potrebbe essere quello del Messia. Allora uscendo di casa al mattino per andare al cantiere metterai le spalle a nord e vedrai spuntare quel giorno dietro le case, il profilo dei campi, dietro il recinto, a est, in alto a sinistra.”

Nel silenzio di questa notte ho trovato l’ennesimo racconto scritto per me. Ho girato per anni le pagine di libri e mai ho saputo raccontare la bellezza di quel “in alto a sinistra”; di quel  nuovo inizio che c’è ogni volta che giri pagina; del ricominciare a leggere, del ripartire dal primo rigo per arrivare all’ultimo e poi ancora, ancora… verso il risveglio di un paese che amo, nella costruzione di un domani comune a tutti e per tutti in egual misura in ogni angolo del mondo, fino all’in alto a sinistra della vita che si nasconde nel terzo giorno dopo la Pasqua, in quel sepolcro che le donne trovarono vuoto. 

Sono pochi gli uomini e le donne nelle cui vite si vede l’impronta digitale di Dio, anche se io ho avuto il dono di incontrarne diverse, una in particolare. Ho fiducia però in  Colui che è l’alfa e l’omega, il primo e l’ultimo, il principio e la fine; nella speranza che mai quieta cerca sempre un nuovo inizio e che dimora nel cuore dell’uomo, di ogni uomo. 

 L‘« ordine nuovo»incomincia se qualcuno si sforza di divenire un «uomo nuovo ».

La primavera incomincia con il primo fiore,

il giorno con il primo barlume,

la notte con la prima stella,

il torrente con la prima goccia,

il fuoco con la prima scintilla,

l'amore con il primo sogno.



La speranza è la faccia di Dio,

quale si scopre di momento in momento

secondo il volto delle nostre disperazioni.

Poiché tutte le speranze,

anche le più tenui, le più fragili,

perfino i sogni e le illusioni,

appartengono alla speranza.



Un niente basta a far battere un cuore,

come un niente lo può fermare.

E se un niente può fermarci sull'abisso,

la speranza fa suo questo niente;

vi si incarna, ne prende il volto e la voce.



La speranza vede la spiga

quando i miei occhi di carne

vedono solo  che il seme marcisce.” Primo Mazzolari



S.C.

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