E' trascorso quasi un ventennio da quando ho iniziato la mia
attività nel centro storico come commerciante di prodotti
erboristici, ho visto il mio paese traformarsi in una città, ho
avuto la fortuna di conoscere altri commercianti che come me
hanno creduto nel centro storico e con i quali ho combattuto
molte battaglie, per difendere e migliorare le condizioni
ambientali, urbanistiche e sociali del cuore cittadino; molti
di questi commercianti però, non hanno resistito, nonostante
l'amore e la dedizione verso il loro lavoro sono stati costretti
a chiudere i loro negozi. A determinare il fallimento di molte
attività, è stata indubbiamente la crisi economica che ha
investito l'intero paese, ma non solo, la responsabilità è da
attribuire anche all'attegiamento di indifferenza assunto dalle
varie amministrazioni comunali che si sono susseguite negli
anni, le quali per troppe volte hanno volutamente ignorato i
commercianti, riguardo alle condizioni sfavorevoli in cui erano
costretti ad operare, come ad esempio i parcheggi insufficienti e la
viabilità. L'inevitabile risultato è sotto gli occhi di tutti, viviamo in
una condizione di desertificazione, si patisce l'assenza di un'offerta
commerciale variegata e di qualità, che instauri un circolo virtuoso
di vivacità sociale che si sviluppi in un ambiente accogliente e
ospitale. Purtroppo sono molti gli esempi di locali che invece di
ospitare negozi vengono puntualmente occupati da uffici, studi
medici e sedi di partito, ciò spegne inevitabilmente ogni curiosità
da parte di potenziali clienti. Nei panni di una comune famiglia,
che senso ha spendere un pomeriggio a passeggiare in strade senza
vetrine, con uffici al posto dei negozi? Al posto dell'auspicato
circolo virtuoso ne abbiamo uno vizioso, fatto di cittadini che
preferiscono passegiare e fare shopping altrove, nessuna voglia di
investire in negozi che rischiano di diventare cattedrali nel deserto.
La questione è, dove intervenire per interrompere questa catena?
Da operatrice, sono questi gli argomenti che mi piacerebbe portare
al centro di una discussione dalla quale trarre soluzioni e non
polemiche. Un altro aspetto che trovo necessario evidenziare è
il modo in cui l'attuale amministrazione comunale ha affrontato
le problematiche del centro storico nell'ultima campagna
elettorale, nel corso della quale, prometteva di risolvere in breve
tempo il problema dei parcheggi, la pulizia dei marciapiedi e
la rivalutazione di Piazza San Vitale. Mi spiace molto dover
constatare che sono trascorsi due anni e la situazione non solo non
è migliorata, ma per alcuni versi è evidentemente peggiorata. Mi
auguro di essere riuscita ad attirare l'attenzione sul nostro amato
centro storico, non solo degli operatori commerciali direttamene
coinvolti, ma anche di chi in questo momento dispone degli
strumenti necessari per poter far fronte alle questioni da me
riportate.
attività nel centro storico come commerciante di prodotti
erboristici, ho visto il mio paese traformarsi in una città, ho
avuto la fortuna di conoscere altri commercianti che come me
hanno creduto nel centro storico e con i quali ho combattuto
molte battaglie, per difendere e migliorare le condizioni
ambientali, urbanistiche e sociali del cuore cittadino; molti
di questi commercianti però, non hanno resistito, nonostante
l'amore e la dedizione verso il loro lavoro sono stati costretti
a chiudere i loro negozi. A determinare il fallimento di molte
attività, è stata indubbiamente la crisi economica che ha
investito l'intero paese, ma non solo, la responsabilità è da
attribuire anche all'attegiamento di indifferenza assunto dalle
varie amministrazioni comunali che si sono susseguite negli
anni, le quali per troppe volte hanno volutamente ignorato i
commercianti, riguardo alle condizioni sfavorevoli in cui erano
costretti ad operare, come ad esempio i parcheggi insufficienti e la
viabilità. L'inevitabile risultato è sotto gli occhi di tutti, viviamo in
una condizione di desertificazione, si patisce l'assenza di un'offerta
commerciale variegata e di qualità, che instauri un circolo virtuoso
di vivacità sociale che si sviluppi in un ambiente accogliente e
ospitale. Purtroppo sono molti gli esempi di locali che invece di
ospitare negozi vengono puntualmente occupati da uffici, studi
medici e sedi di partito, ciò spegne inevitabilmente ogni curiosità
da parte di potenziali clienti. Nei panni di una comune famiglia,
che senso ha spendere un pomeriggio a passeggiare in strade senza
vetrine, con uffici al posto dei negozi? Al posto dell'auspicato
circolo virtuoso ne abbiamo uno vizioso, fatto di cittadini che
preferiscono passegiare e fare shopping altrove, nessuna voglia di
investire in negozi che rischiano di diventare cattedrali nel deserto.
La questione è, dove intervenire per interrompere questa catena?
Da operatrice, sono questi gli argomenti che mi piacerebbe portare
al centro di una discussione dalla quale trarre soluzioni e non
polemiche. Un altro aspetto che trovo necessario evidenziare è
il modo in cui l'attuale amministrazione comunale ha affrontato
le problematiche del centro storico nell'ultima campagna
elettorale, nel corso della quale, prometteva di risolvere in breve
tempo il problema dei parcheggi, la pulizia dei marciapiedi e
la rivalutazione di Piazza San Vitale. Mi spiace molto dover
constatare che sono trascorsi due anni e la situazione non solo non
è migliorata, ma per alcuni versi è evidentemente peggiorata. Mi
auguro di essere riuscita ad attirare l'attenzione sul nostro amato
centro storico, non solo degli operatori commerciali direttamene
coinvolti, ma anche di chi in questo momento dispone degli
strumenti necessari per poter far fronte alle questioni da me
riportate.
Natalia Di Virgilio

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