Ebbene io non ho mai trovato nessuna di queste tre cose, nemmeno per sbaglio sotto una seggiola aspettando il mio turno.
Parcheggi l'auto, entri, e già dalla porta a vetro intravedi: anziani, donne con passeggini e gente comune occupare tutti i posti a sedere, con calma e pazienza prendi il tuo numero, come al banco dei salumi di un qualsiasi supermercato della grande distribuzione e osservi...
Prima di te ci sono circa 30-35 numeri. Lo sguardo cade su un cartello scritto a penna, sul quale si legge: "si erogano solo 70 numeri", guardi il tuo e pensi "ah sono stata fortunata, ho il numero 68" ti metti a sedere e continui ad osservare.
Guardando bene scorgi un altro cartello, scritto invece al pc, che recita più o meno così "finiti i numeri erogati non sarà garantito il servizio".
Intanto ti siedi, l'occhio cade sulle bacheche che indicano le prestazioni: visite specialistiche, laboratorio analisi ( a proposito durante la mia prima gravidanza avevano smarrito il risultato di un analisi del sangue che avevo fatto per donare il sangue del cordone ombelicale di mio figlio... Ma questa è altra storia), medicina dello sport, ginecologia, endocrinologia,dermatologia, servizi sociali e chi più ne ha più ne metta che detta così suona davvero bene, cosa pretendi di più?!
Nulla, se non fosse che poi l'orecchio cade sul discorso di un anziano, che per parlare con la signora addetta alla cassa, deve alzare il tono della voce, perché il vetro che li separa è talmente spesso che anche Bocelli farebbe fatica a farsi sentire, "sa devo prenotare questa tac, ho un problema serio al fegato"... " si signore dove la vuole fare?!"
Milano sarebbe l'ideale se non fosse a circa 600 km da qui! Che domande fa?! Abitiamo a San salvo, a 5 minuti di auto c'è l'ospedale...
" Vorrei farla a Vasto, sa non ho possibilità di spostarmi verso Lanciano, Chieti o Gissi".
La signora dall'altra parte scuote la testa, inserisce i dati e esclama: "Il primo posto libero è a gennaio 2015"...
Potrebbe finire il mondo, arrivare uno tzunami, una inondazione... o fatto ancor più grave, il paziente arrivare troppo tardi all'appuntamento e compromettere il già precario stato di salute.
E allora ti fermi, ringrazi il Signore di non aver bisogno urgente di prestazioni serie e importanti, ti indigni di tutto ciò, pensi che quell'anziano potrebbe essere tuo nonno, la signora accanto tua madre, la ragazza col piccolo tua sorella ed esclami: "Ma perché?! Ma perché siamo arrivati a questo punto, perché ciò che è un nostro diritto diventa un privilegio, perché dall'altra parte del vetro non c'è gente pronta a risolvere questo genere di problemi, perché dopo aver aspettato circa tre ore per parlare con il dipendente devi, dobbiamo, sentirci dire queste cose?!:
È inaccettabile, è inconcepibile in un paese civile, lo e' ancora di più in una cittadina come la nostra che raccoglie utenze di migliaia di persone.
Perché le amministrazioni non entrano prepotentemente in questi luoghi e alzano la voce per noi, per i cittadini che oltre alle belle rotonde e alle spiagge pulite vorrebbero trovare servizi "efficienti, efficaci e rapidi"?!?!
Roberta D'Adamo.

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